Quando lo scorso Capodanno ho brindato a Petra sotto le stelle all’inizio di un nuovo anno, sinceramente non mi sarei mai aspettata di dover vivere una situazione del genere. Roba da film fantascientifico. Eppure è dannatamente tutto vero. Il mio ultimo viaggio del 2020 sono stati tre giorni in vista del mio compleanno a Firenze, la città del mio cuore, per rivedere le mie amiche e passare qualche momento con loro. Quella è una città che, sebbene ormai conosca come le mie tasche, tanto che i vari promoter turistici non mi calcolano nemmeno più, mi affascina sempre e mi emoziona sempre. Dovessi trasferirmi, sarebbe sicuramente lì dove vorrei andare senza ombra di dubbio.

E poi è arrivato il Covid-19 a toglierci la nostra quotidianità, la nostra libertà, a limitare la nostra vita. Chi mi conosce bene sa come sia difficile per me non poter viaggiare, del resto da Acquario puro, la libertà è tutto e ora come ora mi sento come un animale in gabbia. Essere dei viaggiatori però non vuol dire essere degli sprovveduti e non capire ciò che ci circonda, anzi, vuol dire trovare il modo per rinascere e tornare a fare ciò che più ci piace.

Per questo penso che l’unico modo per ora, sia di scoprire ciò che abbiamo accanto, il cosiddetto “turismo di prossimità”. Del resto abbiamo la fortuna di abitare in Italia, il Paese più bello al mondo, milioni di persone arrivano da ogni parte del globo per ammirare le nostre bellezze!

E come si potrebbe non amare l’Italia? (…) Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l’una è la sua personale, più vicina, e l’altra: l’Italia. (Henryk Sienkiewicz)

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