LA CAMMINATA: chi bazzica a Milano, o nelle zone limitrofe, sa benissimo che qui non si cammina, ma si corre, o comuque è una camminata molto accellerata. Tanto è radicata in me questa abitudine che, quando sono in vacanza e me ne rendo conto, devo autoimpormi di rallentare il passo.

Quindi capirete bene, la curiosità dei romani, nel vedere una ragazza camminare in questo modo, come se dovesse correre da qualche parte, lì che assolutamente le cose si fanno con calma, senza fretta, in tutta tranquillità.

AI SEMAFORI SI INVECCHIA: Roma è “la città eterna” questo lo sanno anche i marziani. Lo sono anche i suoi semafori però.

Prendiamo ad esempio, il giallo. Un colore semaforico che a Milano dura il tempo di uno starnuto, in cui io non avrei nemmeno messo l’alluce giù dal marciapiede, qui a Roma dura una vita.
Ho fatto in tempo ad attraversare una carreggiata di quattro corsie, arrivare sul marciapiede ed era ancora giallo. Incredibile.

IL MODO DI FARE: si sa che noi, gente del Nord, siamo freddi, ce lo dicono tutti, da anni.

I romani invece, sono l’esatto opposto, sono di compagnia immediata, danno subito confidenza a tutti, anche a chi non conoscono.

Indubbiamente questo loro modo di fare, unito al loro modo di parlare così caratteristico (che io adoro), li rende di compagnia e simpaticissimi. Ma non con gente che ha fatto del “sta su da doss” il proprio mantra di vita. Personalmente il loro modo di fare mi lascia sempre molto spiazzata, io ci metto un po’ per dare confidenza alla gente, soprattutto se mi è estranea. Loro sto problema non se lo pongono minimamente.

LA SPORCIZIA E IL DEGRADO: Roma è sporca, anche in centro. C’è poco da girarci intorno, la realtà è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno.

Sicuramente la situazione nelle periferie sarà peggiore ( come in tutte le grandi città del resto, niente di nuovo), ma trovarmi immondizia a terra sul Lungotevere, in Via della Conciliazione, nei parchi pubblici, bidoncini pieni zeppi di spazzatura, mi ha fatto terribilmente incavolare.

Addirittura in Largo di Torre Argentina pure l’odore di pipì e i cartoni a terra, su cui dormono i barboni.

Roma è la nostra capitale, il nostro biglietto da visita, vengono anche da Marte per vederla, e noi? La presentiamo così? Bando alle solite chiacchiere filosofiche, l’immagine vende, punto. Ricordo di aver avuto lo stesso problema a San Francisco, peccato che non abbia nemmeno un decimo delle bellezze di Roma.

Con ciò, non dico che non mi sia piaciuta la mia esperienza in città, anzi, da amante della storia dell’arte mi è sembrato di camminare per un museo a cielo aperto, cosa che realmente è.

Ma proprio perchè la amo (non come Firenze, lei sarà sempre la mia preferita), mi spiace e mi fa arrabbiare vederla così trascurata, così trasandata.

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