E ora? Come prosegue il tour?

Una volta uscita, ho girato a destra e sono ritornata all’entrata della Pinacoteca, per proseguire poi verso Via Spadari e ritrovarmi su Via Torino, una delle vie dello shopping milanese per eccellenza.

Pochi sanno però, che nascosta tra mille negozi e catene di abbigliamento, si nasconde la Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, con la sua eccezionale prospettiva bramantesca dietro l’altare. Appena entrati la chiesa vi sembrerà più grande di quello che è in realtà, proprio per l’effetto creato dal Bramante per renderla più profonda…davvero incredibile!

Via Torino, e quindi Duomo! Devo ammettere di essermi emozionata, come rivedere un amico dopo tanto tempo….! E’stato solo un saluto fugace, sarei tornata nel tardo pomeriggio, era il momento di andare verso Corso Venezia e il suo quartiere liberty, con Villa Invernizzi e i suoi fenicotteri rosa (visibili solo dall’esterno, in quanto la villa è privata), la bellissima Villa Necchi Campiglio, Palazzo Sola Busca, o come è conosciuto ai più, la Ca’ dell’Oreggia”, per via del suo citofono originale.

Poco più avanti, troviamo uno dei quartieri più insoliti della città: il quartiere arcobaleno di via Lincoln. E’ soltanto una viuzza, ma non sembra nemmeno di essere in città!

La storia di questa strada parte da lontano: a fine 800 una cooperativa operaia progettò qui un Quartiere Giardino composto da piccole abitazioni a prezzi accessibili (ora decisamente no, parliamo di abitazioni esclusive, a pochi passi dal centro, con giardino privato), destinate ai lavoratori della zona di Porta Vittoria.

Negli anni, gli abitanti hanno iniziato ad abbellire l’area, dando vita ad una specie di sfida a chi trovava il colore più allegro e brillante per la propria facciata. 

Il risultato è un effetto arcobaleno, reso ancora più speciale dagli alberi in fiore durante la primavera. Sembra un incrocio tra Burano e Notting Hill.

Non tutti ancora conoscono questa zona, ma se come me ami vagare al di fuori delle solite zone, dovresti segnarti questo luogo, perchè val davvero la pena vederlo.

Con la vicina stazione suburbana Dateo, in sole tre fermate, sono arrivata dall’altra parte della città, in uno dei quartieri che amo di più: Porta Garibaldi e Isola.

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