Sembra ieri, ma più di sei mesi fa eravamo a ballare con lui sulla spiaggia in quella novità visionaria che è stata il JovaBeachParty ( io c’ero all’apertura a Lignano Sabbiadoro a ballare sotto il temporale, e poi a Linate, dove mi sono giocata pure una caviglia…ma vabbè!), e ora il Jova ci prende di nuovo per mano e ci porta con sè in Sudamerica, in sella alla sua bicicletta alla volta di Cile e Argentina.

Luoghi lontanissimi, che i più non vedranno mai, ma mai come in questo periodo di reclusione forzata servono per evadere da una realtà che ci impedisce di muoverci e di andare dove vorremmo.

In Cile ballano le ciliege,

cantano le ragazze brune,

l’acqua nelle chitarre luccica.

Il sole bacia ogni porta

e col grano fa miracoli.

Il primo vino è rosato,

dolce come un bimbo tenero;

il secondo vino è robusto

come voce di marinaio;

e il terzo vino è un topazio,

un papavero e un incendio.

Pablo Neruda – Il Pigro

Lorenzo in sella alla sua bici, è l’immagine di ogni viaggiatore solitario: bagaglio ridotto al minimo, tanto entusiasmo, occhi lucidi e sorriso perenne sul volto. Col suo spirito da eterno ragazzino ci porta in giro con le sue gambe scattanti, facendoci scoprire luoghi inimmaginabili, passando dall’arido deserto alle vette delle Ande, fino alla Pampa che anticipa il suo arrivo nella bellissima e vibrante Buenos Aires. E, cosa altrettanto importante, facendoci sorridere per il modo buffo in cui saluta i lama e i vari animali che incontra lungo la strada. Quanto bisogno abbiamo di ridere in un momento triste come questo?

Davanti a noi abbiamo un Jovanotti sconosciuto alle folle, un uomo che porta gli occhiali da vista e il bite notturno, felice di poter fare tranquillamente la spesa al supermercato in Cile, con la sua maglietta del JBP. Cosa che in Italia gli sarebbe quasi impossibile. Un Jovanotti umano, non l’animale da palcoscenico che siamo abituati da anni a vedere nei suoi incredibili show, instancabile, dalle energie perenni.

La bicicletta è l’emblema della libertà e Jovanotti ci porta in viaggio, parlandoci di sè, come si fa con un amico o con un compagno di avventure, condividendo i propri interessi e le proprie riflessioni; Sì, perchè un viaggio in solitaria può essere un’ottima occasione per riflettere su noi stessi, sul mondo attorno a noi e renderci consapevoli di quali meraviglie abbiamo a disposizione e di come siamo fortunati nel poterle ammirare.

Strade infinite, cielo blu e tanto amore ed entusiasmo. Col tricolore sventolante sulla bici, Lorenzo porta l’Italia intera a scoprire terre lontane, sempre però con uno sguardo diretto a casa, dai propri affetti, che per un uomo sono le radici da cui tornare e che rendono ogni viaggio un’esperienza da poter condividere con chi è rimasto a casa.

Viaggiando da soli, si fa conoscenza con molta gente, con tanti viaggiatori, una su tutte la signora olandese di 70 anni a spasso con la sua bici da ben quattro mesi….vorrei arrivare pure io alla sua età ed essere altrettando intrepida e scattante!


Che cosa è più triste di un treno?

Che parte quando deve,

Che non ha che una voce,

Che non ha che una strada.

Niente è più triste di un treno.


O forse un cavallo da tiro.

E’ chiuso fra due stanghe,

Non può neppure guardarsi a lato.


La sua vita è camminare.


E un uomo?

Non è triste un uomo?

Se vive a lungo in solitudine

Se crede che il tempo è concluso

Anche un uomo è una cosa triste.

Lunedì – Primo Levi

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