Hai una giornata libera a disposizione, possibilmente calda e primaverile, e vorresti fare un giro in zona bergamasca? 

Io ti consiglio un giro a Crespi d’Adda, nel bergamasco. Qui si trova il Villaggio operaio meglio conservato del Sud Europa ed è Patrimonio Unesco dal 1995. Il villaggio è stato pensato e realizzato dalla Famiglia Crespi, titolare di un opificio che aveva sede proprio qui, tra fine 1800 e inizio 1900. Per rendere più degna la vita dei propri dipendenti ha deciso di sviluppare intorno alla fabbrica un vero e proprio feudo, dove vivevano solamente i dipendenti e i dirigenti aziendali e tuttora è abitato dai discendenti. 

In questa visione di società era il padrone che provvedeva a tutti i bisogni dei dipendenti e delle loro famiglie cui venivano messi a disposizione l’abitazione e tutti i servizi necessari alla vita della comunità: chiesa, scuola, ospedale, dopolavoro, teatro, bagni pubblici, spacci alimentari e di vestiario. Le case sono molto carine, a schiera sul modello inglese e tutte con giardino e orto. Qui inoltre abbiamo i primi esempi di illuminazione pubblica, con un aumento di sicurezza per le persone che abitavano qui….Ricordiamoci che siamo nell’Ottocento!

In fondo al villaggio operaio, troviamo il cimitero, monumento nazionale, dove troviamo la cappella Crespi attorniata dalle tombe di tutti coloro che hanno vissuto e lavorato per l’azienda Crespi. Un vero e proprio abbraccio alla famiglia che ha tutelato i propri dipendenti, in tutti gli aspetti importanti della vita.

La fabbrica è rimasta in funzione fino al 2004, dopo di che ha cessato la propria attività; resta comunque intatto il clima d’altri tempi che si respira in questa “città ideale” del lavoro operaio, perchè sebbene la maggior parte dei lavoratori in Europa vivesse in condizioni non proprio accettabili, c’erano anche degli imprenditori filantropi e illuminati come la famiglia Crespi.

Una delle discendenti è Giulia Maria Crespi, fondatrice insieme ad altri, del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano.