Catania e l’Etna sono indissolubilmente legati, il vulcano l’ha distrutta più volte, modificandone l’assetto urbano, ma l’ha resa anche incredibilmente affascinante.

Ricostruita totalmente in stile barocco dopo l’eruzione del 1669 e il terremoto del 1693, è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO.

Complice un volo aereo economico, sono volata per la prima volta in vita mia (ahimè, lo so! Sono imperdonabile!) in Sicilia, a Catania.
Avevo solamente un paio di giorni a disposizione, una notte sola per poter vedere il massimo e assaporare l’atmosfera e soprattutto i sapori che solo al Sud si possono trovare. Ovviamente non sono rimasta delusa.

Come raggiungere Catania

Ci sono voli frequenti con Easyjet e Ryanair che atterrano all’aeroporto cittadino di Catania – Fontanarossa. Da lì per raggiungere la città, c’è il comodissimo Alibus. Il biglietto costa 4 euro e può essere acquistato anche a bordo, e poi convalidato alle macchinette obliteratrici. Il viaggio dura in media dai 20 ai 30 minuti, dipende a che fermata scenderete.

Cosa non bisogna assolutamente perdere a Catania? Il Monastero dei Benedettini! Un autentico gioiello!

Il Monastero dei Benedettini è stato ciò che mi ha spinto a prendere il volo per Catania, ne avevo sentito parlare, avevo visto immagini, programmi TV (Alberto Angela ne aveva parlato in un suo programma anche), quindi ero assolutamente curiosa di vederlo! Le visite sono guidate, partono ogni ora ed è consigliabile prenotare. Tutte le info le potete trovare qui http://www.monasterodeibenedettini.it/

Inutile dire quanto questo luogo sembri più un palazzo signorile che un monastero. I monaci si trattavano bene! Dalla sua costruzione ad oggi, ne ha passate davvero molte, una su tutte l’eruzione dell’Etna dell’8 marzo 1669, la più catastrofica eruzione che abbia mai interessato Catania.

La lava è arrivata fino in città, addirittura al mare, circondando il Castello Ursino, che da allora dista dalla costa di ben 1,5 km.

Ma torniamo al nostro bellissimo monastero benedettino!

E’ un viaggio nella storia a cielo aperto, si può ammirare il nucleo originale, con la bellissima fontana recuperata solo molto più tardi (ci credete se vi dico che era stata smontata e buttata?! Dopo l’Unità d’Italia ne sono successe di cose!), alla parte settecentesca, fino alla zona del refettorio e delle cucine, progettate per grandi banchetti e ricevimenti.

Non esattamente un pasto frugale come imponeva la regola benedettina, ma va beh, tra il dire e il fare lo sappiamo com’è, no?!

Dopo l’Unità d’Italia, il complesso monastico è diventato sede di caserme, scuole e ora è l’Università degli Studi di Catania ad avere le proprie aule qui. Un vero e proprio onore.

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